Awake my soul

Che cosa posso raccontare di quanto mi sta succedendo in questo momento?

Mi avvalgo della difficoltà per mettermi a nudo, e cercare di mettere ordine nei cassetti dell’anima che, dopo le vicissitudini degli ultimi mesi (che avrebbero messo in ginocchio qualunque gigante, per cui mi considero fortunata ad essere qui a scriverne), sono pieni di confusione e polvere che mi leva il respiro.

Innanzitutto, ho capito quanto vale la vita. Pare un ovvietà, ma quando ti trovi a tu per tu con la possibilità concreta di morire per pochi minuti, e senza sapere se ti salverai perché ti trovi tra le nuvole, beh.. ti attacchi al desiderio di futuro e felicità con una forza che manco pensavi di avere.

Quanto accaduto dopo, tra l’ospedalizzazione e la degenza casalinga, riorganizza le priorità, le seleziona. Ti porta a pensare alle cose che realmente desideri, alle persone che vuoi o vorresti avere intorno, e scopri anche l’affetto di persone che credevi marginali, oppure che sentivi lontane causa frenesia dei nostri tempi. Altre, le allontanerai tu, vedendo quanto poco hanno da dare seppur tanto abbiano preso.

Banalmente riscopri i colori e i suoni, che prima erano semplicemente attutiti e stanchi di quotidianità.

In tutto questo capita anche di pensare all’amore.

E con altrettanta semplicità ho definitivamente capito che le relazioni umane sentimentali sono le più difficili da gestire, se comparate con quelle professionali, ove quotidianamente trovo modo e mediazione.

La relazione sentimentale è fatta di emozioni che si mischiano a paure ed aspettative che spesso entrambi i partner non sanno gestire; si affrontano e si prosegue, oppure si muore, prima come “io” e poi inevitabilmente come “noi”.

L’inizio del rapporto è una vera e propria scoperta: ogni movenza, ogni lembo di pelle ed ogni pensiero è edulcorato dalla nostra volontà di rendere tua la persona che ti sta a fianco. Non vi sono fastidi o contaminazioni caratteriali, no… si ha solo voglia di mostrarsi al meglio e di vedere il meglio dell’altro. Si passa oltre ogni fastidio, si cela ogni perplessità, cullati dal desiderio.

Con il passare del tempo, si ripropongono però i fantasmi delle nostre esperienze passate, le aspettative che irrazionalmente la nostra mente produce presentano il conto.

Così, senza che neppure ci si renda conto, ci sono coloro che sviluppano gelosie e morbosità pensando questo ripari da tradimenti,  coloro che passano al totale disinteresse dando per scontata la presenza della conquista ormai assodata, coloro che cominciano a cercare i tratti seccanti di coloro che precedente avevano amato nella persona che oggi è loro accanto, in una specie di distruttiva ed inutile “caccia al difetto”. Per citare solo qualche casistica.

L’amore di coppia (sebbene personalmente non abbia ancora ben definito come possa essere catalogato, ed eventualmente evitato) è un tipo di sentimento che si fonda sul credo in un altro, sconosciuto sino a poco prima; l’animo ci spinge a desiderare di dar tutto, in lotta con il razionale timore di aprirci completamente, mostrarci realmente per quel che siamo, nell’ansia di non essere esattamente quanto lui credeva o sperava, spaventati dal mondo oscuro di conoscenze e esperienze che lo avvolge e lo ha guidato prima del nostro arrivo, nell’insicurezza che prima o poi giunga qualcuno migliore di noi ai suoi occhi.

Siamo cresciuti nelle braccia di amori differenti, che sono quelli familiari; lì i nostri aguzzi spigoli caratteriali non sono mai stati un problema, perché il legame di sangue passa oltre la fiducia. In virtù di quel tacito patto genetico, in casi estremi di tradimento delle attese, si viene comunque perdonati, o se di torto subito si tratta, si soffre per l’onta finché questa passa in secondo piano rispetto al dolore della lontananza emotiva con chi da sempre ha fatto parte della nostra vita.

Nell’amore di coppia non esiste nessuna reciprocità se non quella creata tra i due, nel modo e nel tempo che ci si è dedicati; terminato questo spazio, ciascuno può pensare di riprendersi la propria vita conservando quanto di buono ci si è donati, lasciando che le difficoltà riemergano forse sotto forma di paure, ahimè, per colui che dopo prenderà il posto vacante nel cuore.

Al termine di tutte le compressioni psico-emotive, puoi uscirne come una persona completamente mutata, migliorata in alcuni aspetti, certamente snaturata rispetto al tuo precedente essere, al tuo reale essere.

Quello che però non bisognerebbe mai scordare, è che nei nostri confronti abbiamo il dovere di onestà e di rispetto, perché siamo tutto ciò che ci appartiene, colmi dei nostri pregi e difetti che dobbiamo riconoscere spassionatamente mettendoci a nudo, valorizzando i primi e cercando di “correggere” i secondi se possibile, ma palesandoci la loro reale identità, senza sconti.

La stessa forma di onestà va estesa al partner scelto, perché il tempo è galantuomo, e la nostra vera identità presto emergerà, nelle sue bellezze ed imperfezioni, e potrà cambiare tutto il gioco… E mentre tu starai ancora pensando di giocare a Bridge, chi ami sarà seduto con il mazzo da briscola, quello nuovo, che gli hai dato tu.

Nei nostri confronti, soprattutto, abbiamo il DOVERE DI FELICITA’. Sebbene il concetto di questa possa, come quello dell’amore, esser difficilmente identificabile e raramente raggiungibile, la sua ricerca è il solo elemento che deve guidarci, in ogni ambito.

In questo shaker emozionale, ho scelto di guardare il tramonto non come la scomparsa del sole e la fine di un giorno, ma la nascita di milioni di stelle. Si perde sempre qualcosa per trovarne altre, perché il bagaglio è pesante e non tutto si può portare.

Mi trovo oggi alla stazione, la vita mi ha dato un nuovo biglietto, il treno è fermo al binario e io cammino a testa bassa sulla banchina. Non ho fazzoletti, perché li ho finiti recentemente, e quindi se salirò potrò solo sventolarvi la mano. La destinazione la conosco ma non so in quali stazioni farà tappa, se il viaggio sarà pericoloso, se per arrivare dovrò anche prendere auto, aerei, barche e biciclette. Le notti saranno lunghe? I giorni difficili? Chi lo sa…

Ma se veramente in un viaggio, in questo viaggio senza bagaglio, avessi la possibilità di trovare e finalmente conoscere te stesso, di esser FELICE, tu, come me, non vorresti partire?

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