Mamma diceva sempre: la vita é come una scatola di cioccolatini.. Non sai mai quello che ti capita (F.Gump)

Voglio regalare a me stessa e a chi avrà voglia di leggere un piccolo scorcio della mia persona, emotivo ed intimo quanto basta per capire il più bel rapporto del mondo per me: quello con mia madre.

Considerazioni su quanto di “alimentare” vi possa essere in un rapporto madre figlia per ALIMENTARE senza mai esser sazi, quel desiderio di dare, ricevere, trasmettere felicità attraverso il cibo.

Da che mi ricordi, la più grande preoccupazione di mia madre nei confronti miei e di Paola é stata legata al cibo. “Mangia, mi raccomando”. Consiglio a volte, imposizione altre, è una frase che risuona spesso nelle mie orecchie se penso al passato in casa con lei.

Se mettesse uno sopra l’altro i suoi libri di cucina, mamma potrebbe fare una montagna; ma dalla cima di tutte queste ricette non potrei vedere sotto i miei piedi alimenti migliori di quelli che ha preparato, e oggi ancora prepara, per me.

Se ha una primizia nell’orto, quella è per me. Se prova un piatto e lo trova delizioso, me lo sottopone appena arrivo a casa.

In ogni caso a mamma non servono i ricettari, ma ama averli, scaramanzia e piacere tattile e visivo dei tomi dalla A di Artusi in poi. Se per caso li usa si concede licenze interpretative che portano il più delle volte a risultati eccezionali!

Mio padre purtroppo non ha la sensibilità di palato tale da poter distinguere il buono dall’ottimo; mamma lo ha abituato ad una grande cucina, e come tutti coloro che hanno questa fortuna, non sa apprezzare appieno tale dono. Inoltre, dare una particolarità a lui è di minima soddisfazione: si passa da un mugugno a un inghiottire senza commento, a volte pure ad una critica.. Mi rendo conto che spesso, dato il suo carattere burbero e irascibile, trasforma una attenzione verso di lui come una scocciatura, forse per evitare il conseguente ringraziament; a questo si aggiungono 46 anni di matrimonio e quotidianità che non richiedono più, a parer suo, queste smancerie.

Ma torniamo a me e lei.

Vengo a casa per qualche giorno e ritrovo il frigorifero di casa colmo di quello che mi piace.

Trovo gli gnocchi, che a Roma non so perché non sanno di patata, e sono duri e ostili al palato mentre quelli di mamma si sciolgono.

Funghi porcini (che adoro) come piovesse.. Con tonno, impanati.. Trovo il Bunët..chi non lo conosce non sa che cosa si è perso! Un budino cotto al forno, con uova e amaretti e cioccolato, una delizia! E trovo la marmellata che a me piace senza zucchero e mamma lo sa.. “Fresca, delle nostre fragole, appena fatta è ancora calda.. Ieri sera le ho raccolte apposta per te perché sapevo che arrivavi..ma te ne ho tenuta anche qualcuna fresca non temere! “, e trovo i biscotti di mais che adoro, le “paste ed melia” come le si chiama dalle mie parti.

Mentre ne azzanno uno, penso a me bambina che ammorbidivo il burro e sceglievo quale dei vari “stampini” usare per fare questa specie di deliziosi krumiri un po’ grossi ma non troppo perché cuocessero bene, “e non farli troppo lunghi, che poi si rompono!”.

Giravo la manovella del marchingegno dei biscotti e, ogni tanto, ingollavo un pezzetto di impasto (di nascosto che mamma dice che non fa bene); li facevamo cotti a puntino e non “spaliot” (pallidi) perché poi si portavano a nonna Giulia, nota fornaia del paese.. li volevo belli, bellissimi, per lei!

La pasta frolla di mais scricchiolava di zucchero sotto i denti: era il paradiso..e se non era quello era comunque il rumore della felicità.

Abitando in campagna, con la casa dismessa della nonna paterna addobbata di pentole in disuso, cucinavo quotidianamente fiori, sassi e terriccio emulando le mosse di mamma, sperando di impratichirmi a modo e diventare bella, leggiadra tra i fornelli, e brava quanto lei.

Molto di quanto oggi so fare lo devo al mio amore per lei: ogni sua movenza in cucina era per me motivo di ispirazione.

Da lei ho imparato ad annusare ogni cosa, soprattutto se alimentare: per me divenne mania e, volente o nolente, mi portò alla mia attuale passione e professione del vino dove la complessità è spesso desiderio di sfida e non limite.

Grazie a lei cammino nei campi e negli orti annusando piante, riconoscendole, intuendone oggi gli usi possibili in cibi che già apprezzo senza.

Per mezzo di lei ho imparato a cucinare, a servire a tavola, a gestire il frigorifero, a scegliere per me e la mia famiglia.

Per renderla orgogliosa, ho cercato di ampliare le vedute su cibi per lei ostici come i pesci di mare.

Per stupirla, l’ho condotta in ogni luogo fosse possibile, per scoprire le cucine regionali, spesso etniche.

E lei oggi che di rado mi vede sopperisce in pochi giorni alla mia nostalgia del non viverla quotidianamente e alla sua esigenza di farlo, con quello che di meglio sa preparare.

Neppure si rende conto che io di lei amo tutto: pure la minestrina, quando la fa, e indipendentemente da come la fa, é la migliore mai mangiata.

Mentre me la rido sotto i baffi pensando al suo prossimo viaggio estivo che le donerò a scoprire in loco una nuova cucina etnica, piango a dirotto, pensando a quanto mi manca, a questa distanza maledetta.

Lacrime nostalgiche bellissime, come i ricordi che mi ha regalato negli anni.

Senza di lei, la sua sincerità, pulizia, bellezza, dolcezza, non avrei avuto alcuna ricchezza sentimentale nella mia vita; cibo e vino forse non sarebbero stati parte di me e della mia professione.

Il buono e il giusto li ho imparati da lei, e per questo e per mille altre cose non smetterò mai di ringraziarla.

“Una buona madre vale cento maestri, perchè questi vi istruiscono, mentre la mamma vi educa il cuore col sentimento.”

Angelo MazzoleniMom

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3 thoughts on “Mamma diceva sempre: la vita é come una scatola di cioccolatini.. Non sai mai quello che ti capita (F.Gump)

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